Ramificazioni
2025/26
04 Dicembre 2025
ore 19:00
Conservatorio della Svizzera Italiana
- Máté Balogh — Three Songs
- Alessandro De Iturbe — Breve florilegio tecnico n. 1 (Prima esecuzione assoluta)
- Giulio Cattaneo — Il canto degli esseri altri
- Maurizio Azzan — Diptych #1
- Agostino Di Scipio — Violazioni della presenza
- Cristiano Pomante — Instru-mental-ization¡ (Prima esecuzione assoluta)
Nota di programma
Engin Mevsim - Viola sola
Máté Balogh (1990)
Three Songs (2015)
Máté Balogh’s viola piece Three Songs was dedicated to Péter Bársony. The work alludes to three exotic folk-music characters. The first movement evokes the chants of Tibetan monks, the second the declamatory style of an Armenian lament, and the third recalls a Navajo ritual.
Alessandro De Iturbe (2005)
Breve florilegio tecnico n. 1 (2025)
Breve Florilegio Tecnico n. I è un terreno mobile in cui l’interprete attraversa materiali che si aprono come sentieri possibili. La musica scorre come un pensiero che cambia direzione all’improvviso, con lampi di gesti velocissimi, a tratti deformi, che si frantumano contro suoni minuscoli, sottili e quasi sospesi.
La viola diventa un piccolo teatro di timbri che va dalla fragilità più pura alle ruvidezze più corporee. L’inizio, di carattere più rapsodico, conduce a una regione più sorvegliata in cui ogni scelta ha un peso. Nulla è fissato del tutto e il significato del brano nasce nel gesto dell’interprete e nello spazio silenzioso in cui l’ascolto si posa.
Giulio Cattaneo (1998)
Il canto degli esseri altri (2025)
Il canto degli esseri altri dà voce a un linguaggio immaginario: la viola scolpisce un alfabeto “alieno” fatto di timbri, forme e risonanze. Ne nasce un canto sospeso, deciso ma incompreso. Tre sezioni formali guidano l’ascoltatore verso la riscoperta della “musica come linguaggio”.
Ogni segmento apre una prospettiva diversa, dall’articolazione più rarefatta alle figure sonore piú incisive, fino a comporre un percorso che trasforma il gesto strumentale in parola.
Ella Biscari - Violino
Davide Bardi - Live Electronics
Maurizio Azzan (1987)
Diptych #1 – 12'
I due lavori che compongono questo dittico sono ispirati alla poesia di Christian Bök. Per l'esecuzione completa del dittico, come indicato dal compositore, è possibile collegare le due parti con una breve pausa o senza soluzioni di continuità; in questa esecuzione è stata scelta la seconda opzione.
Each mirror infect itself (2017)
Sperso fra due opposti baratri che lo rinfrangono all’infinito, un oggetto fra due specchi ha del frattale la stessa inquietudine ipnotica. Nel gioco di rifrazioni infatti si perde poco a poco coscienza di cosa sia di qua e di là dallo specchio, di cosa sia reale e cosa no, fino al punto di perdere totalmente la percezione dell’individualità all’interno della massa di repliche. È proprio dal suono prodotto da questa totalità che prende avvio questo lavoro, un lavoro la cui forma è stata pensata come percorso di contaminazione, erosione, implosione e infine di fuga per ritrovare il centro fra due specchi immaginari.
With the abyss of its own dream (2021)
Nato contemporaneamente come continuazione di Each mirror infects itself e come intermezzo del monodramma-installazione Ariadne (2021), questo lavoro si è fin da subito configurato come una sorta di negativo del suo predecessore per lo stesso organico. Pur mantenendo l’idea di un oggetto collocato fra due specchi e alcuni materiali comuni, questa seconda parte del dittico cambia infatti la prospettiva di indagine dando un senso e un contesto completamente diversi a ciò che si è ascoltato nell’altro lavoro.
Agostino Di Scipio (1964)
Violazioni della presenza (2019) – 11'
Nelle tre sezioni principali il violino si impegna in un'interazione tra il suono prodotto in quel momento, il suo suono ritardato, l'acustica della stanza e gli spazi adiacenti alla sala da concerto (appositamente registrati per l'esecuzione, come indicato in partitura). Questi processi si presentano in maniera ciclica all'interno del pezzo ma con continue variazioni, a volte molto evidenti oppure quasi impercettibili.
Cristiano Pomante (1989)
Instru-mental-ization¡ (2025) - 8’ca.
Instru-mental-ization¡ nasce da un gioco di parole che pone in contrasto la fredda logica del controllo a un'esplorazione materica in cui il violino, privato della sua normale risonanza, è relegato a puro oggetto sonoro. Metaforicamente, questo percorso vuole ridare voce a chi l'ha persa: un'ode a tutte quelle persone che, oppresse da guerre e violenze, sono state ridotte al silenzio, strumentalizzate dalle logiche del potere.
CHI HA SCRITTO PER RAMIFICAZIONI
Cristiano Pomante è un compositore e performer. Si diploma giovanissimo con lode in strumenti a percussione, sotto la guida di Clara Perra al Conservatorio di Pescara. Ha poi perfezionato la tecnica sul vibrafono jazz e l'improvvisazione con Andrea Dulbecco, al Conservatorio di Milano. Il suo lavoro compositivo è incentrato sul legame tra gesto strumentale e processi di elaborazione sonora.
Alessandro De Iturbe: Nato a Tortona nel 2005, si avvicina alla musica all'età di otto anni iniziando lo studio del violoncello. In seguito a difficoltà fisiche decide di interrompere il percorso strumentale e trasferirsi a Lugano, dove scopre nella composizione un nuovo spazio espressivo e di ricerca. Attualmente frequenta il Bachelor of Arts – Major in Theory and Composition presso il Conservatorio della Svizzera Italiana.
Come arrivare
Conservatorio della Svizzera Italiana — Via Soldino 9, 6900 Lugano